Nato ad Arpino (Frosinone – Italia) Carlo Fantauzzi incarna nel suo temperamento la storia ancestrale e la cultura di un luogo di antica civiltà. La pittura ritrova nella sua ricerca la sua necessità il suo essere, contro tante anticipazioni di fine e di morte, potere straordinario per le sue radici nell’emozione che anima l’immaginazione e diviene presenza dell’anima. Per Fantauzzi, privo dell’udito e della parola, l’occhio è tutto, è “senso” che ricompone l’armonia, dove la luce e il suono sono tutt’uno e la “mano” sogna e trova i segni della totalità. La sua ricerca spezza gli schemi della critica e dà emergenza a questo bisogno di essere, a questa energia umana che riscatta la pittura dalla mortificazione della critica e la recupera come valore, valore di vita. La dedizione totale, assoluta alla pittura diviene affermazione del potere umano di essere, oltre le false identità presenza , e dà esperienza guida per chi è nella sua condizione; forza di riabilitazione e terapia assurge a paradigma di verità, di autenticità, di anima: “codice dell’anima” in cui comunicabilità è immagine, è il linguaggio visivo. Con semplicità, tutto preso dal calore di una famiglia serena, di una vita tranquilla; a pesca nell’ordine dei giorni, vive il caos, il turbamento, la vertigine e difende le cose dal loro naufragio, dalla perdita con la stretta tenacia, di uomo di Arpino con la quale, trasforma la sofferenza in bellezza. E’ assurdo che la sua opera resti confinata nelle dimensioni della provincia, dalla volontà di fare e non trovi lo spazio che merita per i valori che esprime e per il messaggio di fiducia, di saper vedere che dà.

 

Carriera

Carlo Fantauzzi, è del 4 ottobre 1950, rimane sordo all’età di tre anni. Autodidatta inizia la sua carriera nel 1968 vendendo tele a Piazza Navona (Roma).

Dal 1970 partecipa alla vita artistica nazionale presenziando ad oltre 460 concorsi e rassegne dove si aggiudica numerosi primi premi e premi acquisto, dato il largo favore che il pubblico gli riserva.

Anche la critica militante si esprime con favorevoli consensi e gli attribuisce premi importanti.

Sono moltissime (più di 510) le mostre personali che allestisce con grande successo.

Sue opere sono in collezioni pubbliche e private in Italia ed all’estero.

Favorevoli recensioni su di lui sono apparse su quotidiani, riviste e libri d’arte (di seguito alcuni degli oltre 300 premi).
1976 Roma (Campidoglio) – Premio Targa Argento (On. Giulio Andreotti)
1981 Roma – Premio “Oscar” per la Pittura
1987 Colleferro – Premio Speciale per la Retrospettiva del Ventennale
1993 Segni – Premio Trofeo dei Monti Lepini (opera dello scultore G.Cherubini)
1994 Roma – Premio Medaglia d’Oro 25° Anniversario
1998 Arpino – Premio Medaglia d’Oro alla Carriera
2002 Washington, D.C. U.S.A. – 2 medaglie d’Oro (Gallaudet University for Deaf Way II)
2006 Roma – Premio targa (III Biennale Internazionale d’Arte Contemporanea Sordi)
2008 Arpino – Premio Medaglia d’Oro per il quarantennale della vita artistica (opera dello scultore G.Cherubini)

Oltre 300 premi acquisto, targhe e coppe.